Chilometro Zero

l’idea di cambiare stile di vita la qualità agroalimentare

Perchè KM Zero?

Dietro al termine KM ZERO, mutuato dal protocollo di Kyoto, c’è l’idea di cambiare stile di vita ricordando che se pranziamo con il vino australiano, formaggi della Baviera, pistacchio dell’Iran, arance dal Costarica, prugne cilene, pesce cinese e carne polacca spendiamo in termini energetici più di quel che ingurgitiamo. Nonostante le Regioni del Sud Italisa siano ai primi posti in Italia per densità di iper e supermercati, cresce tra i cittadini la voglia di filiera corta e km zero, lo dimostra l’attenzione dei consumatori nei confronti delle iniziative promosse dalla Coldiretti quali i mercati del Contadino. Un fenomeno fortemente condizionato dalla ricerca di cibi sani e a basso impatto ambientale, con la filosofia del km zero, ma anche dal bisogno di essere rassicurati su quello che si mette nel piatto. Non a caso i prodotti più acquistati nei mercati organizzati dalla Coldiretti sono secondo una indagine Coldiretti/Swg, la verdura, la frutta, i formaggi, i salumi, il vino, il latte, il pane, le conserve di frutta, la frutta secca, i biscotti ed i legumi. In tale contesto i promotori del progetto attivano conferenze ed attività di relazione con Istituzioni e produttori ed assumono l’iniziativa di realizzare a Catania la prima piattaforma “local” in Italia, cioè un luogo in cui vengono conferiti esclusivamente i prodotti di circa 400 aziende di produzione locali. La piattaforma diventa una struttura di servizio ad una rete di ristoranti a Km zero ed una rete di punti vendita ad insegna “local”. Al progetto si sono interessati i media nazionali che hanno dato spazio ad una iniziativa straordinaria di valorizzazione del patrimonio enogastronomico del Sud Italia, baricentro della DIETA MEDITERRANEA. La quinta sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, ha recentemente iscritto la Dieta Mediterranea nella prestigiosa lista. Tale importante riconoscimento, ha consentito di accreditare quel meraviglioso ed equilibrato esempio di contaminazione naturale e culturale che è lo stile di vita mediterraneo come eccellenza mondiale. Al progetto COMPRASUD recentemente hanno dedicato ampio spazio il libro “UOMINI E DONNE DEL SUD” di Paolo Brogi, Imprimatur editore e “RICOMINCIO DA SUD”di Lino Patruno, editore Rubettino. Da qualche mese il gruppo di imprenditori che fa riferimento a COMPRASUD entra nel web. Erasmo Vecchio ed il suo team . L’obiettivo è: diventare attore di riferimento nell’e-Commerce di prodotti alimentari italiani di alta qualità nel mondo. La Regione Siciliana ha già deciso di sostenere la Sicilia e i suoi prodotti in modo concreto e a tutela degli operatori e dei consumatori con diverse linee di indirizzo e in armonia con le indicazioni della Comunità Europea e del pacchetto qualità con il dichiarato obiettivo di valorizzare i prodotti tipici e tradizionali e di favorire il consumo a km 0 attraverso serrati controlli e azioni di certificazione. istituisce il logo “Sicilia km zero” che punterà al consumo e alla commercializzazione delle produzioni agricole siciliane di qualità, garantendo ai consumatori una maggiore trasparenza dei prezzi e naturalmente la tracciabilità. Le produzioni tipiche dell’isola entrano, così, in un circuito virtuoso che prevede la fornitura dei prodotti certificati e garantiti anche alle strutture sociali, come le scuole e sanitarie come ospedali e residenze per anziani. Potranno fare capo al logo “Sicilia km zero” i prodotti contrassegnati dalla denominazione di origine protetta (dop), dall’indicazione geografica protetta (igp), dalla specialità tradizionale garantita (stg), dal neo costituito Marchio Sicilia e dalle produzioni biologiche certificate. Anche in questo caso, qualora l’azienda risultate inadempiente con le regole imposte dalla commissione valutatrice per il rilascio delle licenze del logo, verrà esclusa per tre anni da qualsiasi futuro programma di intervento dell’Assessorato. Inoltre la Regione Siciliana ha promosso una “white list” dove potranno essere inseriti ristoranti ed esercizi commerciali che proporranno i prodotti siciliani agroalimentari. Infine il quinto e ultimo decreto è un provvedimento interassessoriale che nasce dalla sinergia avviata con l’Assessorato regionale alla Sanità e che intende lanciare il progetto di educazione alimentare “Vivi sano mangia siciliano”. L’idea è quella di incrementa l’uso a tavola dei prodotti siciliani che costituiscono la base della dieta mediterranea. Tra gli obiettivi c’è anche la maggiore informazione per giovani e famiglie sulle corrette abitudini alimentari e azioni specifiche per sostenere il consumo di frutta e verdure. Al riguardo il decreto del 18 Ottobre 2012 è stata pubblicata sulla Gurs n. 5 del 25 Gennaio 2013.Nel 2015 nasce il marchio Così – CompraSiciliano, che contraddistinguerà una bandiera della GDO siciliana di eccellenza, Made in Sicily, naturalmente.